La demenza non è un destino: il 60% dei casi è prevenibile (Lancet 2024)

La demenza non è un destino inevitabile. Il report 2024 della Lancet Commission, frutto del lavoro di 27 ricercatori e dell'analisi di decenni di dati globali, ha identificato 14 fattori di rischio modificabili che spiegano circa il 60% dei casi. Significa che la maggior parte è sotto il nostro controllo, e che la prevenzione comincia decenni prima dei sintomi.

15/04/2026

Per molti anni la demenza è stata raccontata come una condanna: qualcosa che, prima o poi, sarebbe arrivata. Una questione di età, di genetica, di sfortuna.

Oggi sappiamo che non è così.

La Lancet Commission, nel suo aggiornamento del luglio 2024, ha pubblicato un dato che dovremmo tutti tenere in mente:

Circa il 60% dei casi di demenza è prevenibile.

Non è una promessa di marketing. È il risultato di decenni di ricerca, sintetizzati da 27 tra i principali ricercatori al mondo. E cambia profondamente il modo in cui dobbiamo pensare alla salute del cervello.

Il report Lancet 2024: cosa dice davvero

La Lancet Commission on Dementia Prevention, Intervention and Care è una delle revisioni più autorevoli al mondo sul tema. L'aggiornamento del 2024 ha:

  • Coinvolto 27 tra i principali ricercatori internazionali
  • Analizzato decenni di dati globali
  • Aggiunto 2 nuovi fattori di rischio rispetto alle edizioni precedenti
  • Identificato in totale 14 fattori di rischio modificabili

"Modificabili" significa una cosa precisa: sono fattori sotto il nostro controllo. Non parliamo di geni che non possiamo cambiare, ma di abitudini, esposizioni e condizioni cliniche su cui possiamo intervenire.

Cosa aumenta il rischio (e quando)

Uno degli aspetti più interessanti del report è che i fattori di rischio non agiscono tutti nello stesso momento della vita. Si distribuiscono lungo l'arco di decenni, e per ciascuno esiste una "finestra" in cui pesa di più.

Prima fase della vita

  • Basso livello di istruzione (≈5% del rischio attribuibile)

L'istruzione costruisce quella che i ricercatori chiamano riserva cognitiva: una sorta di "patrimonio" neurologico su cui il cervello può contare nelle decadi successive.

Mezza età (40–65 anni)

  • Perdita dell'udito (≈7%)
  • Colesterolo LDL elevato (≈7%) → NOVITÀ 2024
  • Trauma cranico
  • Ipertensione
  • Obesità
  • Eccesso di alcol
  • Diabete
La mezza età è il momento più sottovalutato: i processi neurodegenerativi iniziano decenni prima dei sintomi.

È qui che si gioca la partita più importante. Quando ci si accorge dei primi segnali clinici, il danno biologico è in corso da tempo. Per questo controllare pressione, colesterolo, peso e udito tra i 40 e i 65 anni non è "esagerare": è prevenzione vera.

Dopo i 65 anni

  • Fumo
  • Depressione
  • Isolamento sociale (≈5%)
  • Sedentarietà
  • Inquinamento atmosferico
  • Perdita della vista non trattata (≈2%) → NOVITÀ 2024

Due punti chiave del report:

  • La vista è un fattore spesso ignorato nella salute cerebrale
  • L'isolamento sociale pesa quanto la perdita dell'udito

Le due novità del 2024 — colesterolo LDL elevato e perdita della vista non trattata — meritano attenzione. Sono fattori facili da misurare e, in molti casi, facili da trattare. Eppure raramente vengono inquadrati come "prevenzione neurologica".

Cosa significa davvero

Tradurre il report in pratica clinica significa due cose:

  • Sono fattori modificabili
  • La maggior parte è gestibile già oggi, con strumenti che abbiamo

In pratica

  • Controlla l'udito
  • Monitora il colesterolo LDL
  • Tratta la depressione (non sottovalutarla mai)
  • Mantieni relazioni sociali attive
  • Muoviti regolarmente
  • Controlla la vista, soprattutto dopo i 60 anni
  • Tieni sotto controllo pressione, glicemia e peso
  • Smetti di fumare e modera l'alcol
  • Proteggi la testa (sport, cinture di sicurezza, ambienti sicuri)
La demenza non è inevitabile. La prevenzione inizia molto prima dei sintomi.

Il messaggio da portare a casa

Il 60% prevenibile non significa che si possa azzerare il rischio. Significa che una grande fetta della malattia dipende da scelte e condizioni su cui possiamo agire, spesso decenni prima che compaia il primo sintomo cognitivo.

Non si tratta di stravolgere la propria vita. Si tratta di prendere sul serio, già a 40-50 anni, parametri che troppo spesso vengono rimandati: l'udito, la vista, il colesterolo, la pressione, l'umore, la qualità delle relazioni, il movimento quotidiano.

Sono gesti semplici. Ma agiscono dove conta: sul cervello che avremo tra vent'anni.

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Dott. Michele Bonaccorso
Studio Bonaccorso - Centro di Medicina Innovativa

Disclaimer: Questo articolo ha scopo informativo. Ogni valutazione e decisione terapeutica va presa con il proprio medico specialista.

Fonte: Livingston G. et al., "Dementia prevention, intervention, and care: 2024 report of the Lancet standing Commission", The Lancet, 2024 (PMID: 39096926).

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